Certificati Bianchi: cosa sono e le ultime modifiche alle normative che li regolano

Cosa sono i Certificati Bianchi


I Certificati Bianchi, detti anche Titoli di Efficienza Energetica o più semplicemente TEE, sono titoli negoziabili che certificano i risparmi energetici di un’azienda ottenuti tramite interventi per migliorare l’efficienza energetica dei loro impianti produttivi.

Il sistema dei Certificati Bianchi, entrato in vigore nel 2017, è servito a pianificare un regime di risparmio di energia primaria per i distributori di gas naturale ed energia elettrica con più di 50mila clienti finali. Il programma prevede che dal 2017 al 2020 le aziende che rientrano nei parametri stabiliti dalla normativa debbano raggiungere gli obiettivi prefissati di risparmio energetico tramite due modalità, ossia ideando progetti interni oppure acquistando titoli da altri soggetti, tra cui ESCO certificate o utenti che hanno nominato un EGE certificato.

Il piano iniziale prevedeva il rilascio di un Certificato Bianco di variata durabile per ogni Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP) risparmiata grazie agli interventi di efficienza energetica, che poteva essere scambiato tramite accordi privati o il Gestore dei Mercati Energetici.

Il decreto correttivo sui Certificati Bianchi


L’11 luglio 2018 è entrato in vigore il decreto correttivo del 10 maggio 2018 in materia di Certificati Bianchi. Le modifiche al testo approvato nel gennaio 2017 riguardano principalmente il concetto di baseline, l’emissione di Certificati da parte del GSE, la creazione di nuovi progetti ed alcuni contributi tariffari, e si sono resi necessarie per stabilizzare l'andamento del prezzo dei Certificati Bianchi.

Per quanto riguarda il concetto di baseline, esso è stato ridefinito come "[...] Il valore del consumo antecedente alla realizzazione del progetto di efficienza energetica". In caso non esistessero dei valori di consumi energetici antecedenti all'intervento, come in caso di un nuovo impianto, il consumo di baseline sarebbe pari al consumo di riferimento.

Parlando invece dell’emissione di nuovi Certificati Bianchi da parte del GSE, nella nuova normativa si legge che l’ente ha la possibilità di rilasciare certificazioni non derivanti dalla creazione e messa in opera di progetti di efficienza energetica su specifica richiesta di alcuni soggetti. Esiste, tuttavia, un obbligo riguardante il loro valore unitario, che è determinato dalla differenza tra 260 euro e il valore del contributo tariffario definitivo relativo all'anno d'obbligo; tale differenza non può essere superiore a 15€. Con questo particolare tipo di Certificato Bianco, inoltre, si è soggetti a molte limitazioni, tra cui l’impossibilità di richiedere contributi tariffari.

Il nuovo testo approvato a maggio, inoltre, apre la porta a 30 nuove tipologie di interventi ammissibili dal piano di risparmio energetico e determina un cambiamento degli anni di vita utile concessi agli interventi di sostituzione e a quelli di installazione. Non solo; sono state approvate anche nuove schede per i Progetti Standardizzati, che diventano 8.

Infine, il nuovo DM stabilisce che, a partire dal 1° giugno 2018, il contributo riconosciuto ai soggetti obbligati ad intervenire sui propri impianti produttivi non può superare i 250€/TEE.

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